“Scudetto ’81 ci fu tolto da Bergamo, che era designatore ai tempi di Calciopoli”: accuse dell’ex Roma Falcao

Paulo Roberto Falcao, ex calciatore della Roma, ha raccontato aneddoti sul suo passato e ha consigliato dei calciatori ai giallorossi

Paulo Roberto Falcao ha concesso una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport” in cui ha ricordato il passato e ha guardato al futuro giallorosso. Si inizia dal Coronavirus:Siamo chiusi in casa, da un paio di settimane non esco per niente. Parlo tutti giorni con i miei amici in Italia, di recente ho chiamato Sandro Bonvissuto. Ha scritto un libro in cui in copertina ci sono io che esulto di spalle. Non cita mai il mio nome, ma il romanzo racconta in realtà proprio di me, parla di un personaggio che ha finito con cambiare tutto. Un po’ la storia della Roma, che prima non vinceva mai…”.

La migliore soluzione qualora non si ripartisse? Non so se sarebbe giusto assegnare lo scudetto alla Juventus, la Lazio è ad un solo punto… A differenza dell’Inghilterra, dove sarebbe invece giusto assegnarlo al Liverpool, visto il largo vantaggio che ha sulla seconda in classifica. Ma vedere il calcio italiano in Brasile ora è difficile, non ci sono molte partite in tv. E ho avuto poche occasioni per vedere la Roma”. 

Si parla anche di allenatori: “Mi piace molto Ancelotti, che per me è come un fratello. Ma oggi la vetrina è soprattutto per Klopp. Ammiro molto anche Guardiola e Jorge Jesus. Allenatori stranieri in Brasile? Non importa se uno parla inglese, portoghese o tedesco. Contano gli allenatori che cercano di fare la differenza, con il dominio della partita. Possono pure perdere, ma giocando nel modo in cui vogliono, mettendo magari otto giocatori nella metà campo avversaria”.

Qualche ricordo della sua esperienza nella Capitale: “Arrivai pensando che in Europa sarebbe stato diverso, mi aspettavo meno calore del Brasile. All’aeroporto pensavo di trovare qualche dirigente, due o tre giornalisti. E invece c’era un fiume di gente, tutta lì per abbracciarmi. Non perché era arrivato Falcao, ma la speranza di poter cambiare. Lo scudetto del 1981 ci fu tolto. Mi riferisco al gol regolare annullato a Turone in casa della Juventus. Ancora oggi non si sa che fuorigioco venne fischiato da Bergamo. Era l’arbitro di quella partita e, se non sbaglio, anche il designatore arbitrale ai tempi di Calciopoli. Una cosa molto triste. La Juve era uno squadrone, noi avevamo appena iniziato… Ma poco dopo la battemmo nella semifinale di Coppa Italia, prima di battere il Torino in finale. Il calcio si gioca prima con la testa e poi con i piedi. I grandi giocatori vivono di intuizioni. Senza citare quelli della Nazionale brasiliana, mi viene in mente ad esempio Tardelli: sapeva muoversi, marcare, inserirsi e dosare le energie. E poi Bruno Conti: grandi intuizioni, ma anche molto intelligente. Ma se proprio devo sceglierne uno, dico Pruzzo: in area di rigore era sempre in grado di fare la mossa giusta”.

I migliori calciatori al mondo: “Dico Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar, non posso scegliere. In una mia squadra li vorrei sempre, tutti e tre. Magari con me a centrocampo, pronto a lanciarli nello spazio. Ronaldo al centro, Messi a destra e Neymar a sinistra”. E in Brasile, chi potrebbe fare al caso della Roma? “Al Flamengo c’è Gabigol: gran tiro, scatto, forte di testa. Poi Bruno Henrique, che ha una velocità che mette paura. E a centrocampo Gerson. Ma perché Gabigol e Gerson non hanno sfondato in Italia? Di certo non si sono dimenticati di come si gioca al calcio. Tite, il c.t. della Seleção, ora ha a disposizione una grande generazione”. Infine, Falcao consiglia un calciatore alla Roma: Neymar va bene”.

Lippi tra Coronavirus e ricordi: “Ripartire dalla 26ª giornata. Quando Gattuso disse ‘ma dove c***o volete andare?’”

Amedeo Carboni, la passione per le moto e quel siparietto con Mazzone: “‘ndo c***o vai?

Che fine ha fatto Doni? L’ex Roma in mezzo ai…dinosauri insieme ad una vecchia conoscenza giallorossa